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Rumore Sacro
Ho bisogno del frastuono che mi travolge, che mi riscriva il cuore,
del clangore di porte che sbattono come addii,
di chitarre sguaiate e tamburi in furore,
di urla graffianti che strappano l’anima e l'aria,
di un mondo che trema, che sbanda, che varia,
che si sgretola sotto il peso di ciò che osserviamo.
Cerco il caos come fosse preghiera,
la confusione è la mia primavera.
Voglio sentire i nervi che saltano,
le vene che urlano, i sogni selvaggi che ballano.
Basta silenzio, basta pace.
Datemi il rombo, il metallo che giace
sulle strade bruciate, nei vicoli storti,
tra sogni spezzati e desideri contorti.
Nel battito sordo del cuore impazzito
cerco il suono, quello vero, smarrito.
Non armonia, ma scontro, disordine,
fino a trovare quel filo, quell’ordine.
Nel turbine sento che vivo davvero,
il sangue mi canta, ribolle sincero.
E quando il dissonante diventa perfetto,
scoprirò che il caos era il mio progetto.
Welcome to my jungle.